#Raccoglitori intelligenti – La soluzione da 10 milioni di euro per la raccolta differenziata on-the-go

Ci sono voluti anni, decenni addirittura, per organizzare la raccolta differenziata dei rifiuti domestici in Europa. La raccolta fuori casa, invece, è ancora ai suoi albori. Eppure entro il 2022 la raccolta fuori casa potrebbe raggiungere il livello di sviluppo di quella domestica in merito alla differenziazione dei rifiuti grazie a dei raccoglitori intelligenti.

I raccoglitori intelligenti sono intelligenti perché dotati di sensori e software che gli permettono di analizzare il loro contenuto e condividere informazioni con altri sistemi.

I raccoglitori intelligenti che vengono testati oggi imparano a riconoscere ogni tipo di prodotto, raggiungendo già dei risultati soddisfacenti in merito alle percentuali di differenziazione (un’accuratezza del 60% nel peggiore dei casi e del 95% in buone condizioni). Come se non bastasse, questi raccoglitori migliorano continuamente...e velocemente! Uno sguardo rapido ad un qualsiasi raccoglitore pubblico per la differenziata rivelerebbe presto che noi umani separiamo i rifiuti molto peggio.

La distribuzione di raccoglitori intelligenti richiederà investimenti da attuare in tutta Europa, ma tali investimenti sono piccoli in confronto agli attuali costi di raccolta dei rifiuti da terra e, in ogni caso, l’Europa dovrà investire molto in varie infrastrutture per raggiungere gli obiettivi di economia circolare che si è prefissata.

Se un raccoglitore intelligente costa circa 4000 euro e serve un raccoglitore ogni 400 cittadini per raggiungere dei livelli soddisfacenti di raccolta, si parla di un investimento di circa 10 milioni di euro per una città di media estensione con uno milione di abitanti, come ad esempio Brussels.

PIÙ RACCOLTA DIFFERENZIATA = PIÙ RICICLAGGIO = MAGGIORE EFFICIENZA DELLE RISORSE

I raccoglitori intelligenti potrebbero presto contribuire ad affrontare la sfida della raccolta differenziata che serve come passo verso il riciclo degli imballaggi usati per la consumazione “on-the-go”. Tuttavia, resta aperta una domanda: convincere i consumatori a portare i prodotti usati verso i punti di raccolta. Può la digitalizzazione aiutare anche su quel fronte? Lo vedremo la prossima settimana.

Nostra economia circolare #Blog