Il tempismo può realizzare o far fallire l’economia circolare

I responsabili politici che stanno considerando di intervenire su determinati mercati degli imballaggi in virtù di specifiche considerazioni ambientali dovrebbero collaborare con i produttori locali per stabilire delle opportune scadenze transitorie. Una tempistica troppo breve potrebbe mandare immediatamente in bancarotta alcune aziende, ma una transizione corretta gli permetterebbe di investire e diventare pioniere di quel futuro sostenibile che tutti cerchiamo.

La produzione degli imballaggi industriali è un’attività ad alta intensità di capitale. Gli impianti di produzione richiedono investimenti che possono arrivare a centinaia di milioni di euro. Questi costi, generalmente, sono assorbiti dalle imprese produttrici di imballaggi nel corso di 10, 15 anni. Spesso servono molti anni prima che esse possano permettersi di investire ancora in nuovi macchinari.

Alcune aziende risultano, già oggi, posizionate meglio di altre, ma in generale, saranno necessari molti più investimenti per cambiare le tecniche di produzione in conformità agli obiettivi europei sull’economia circolare. I macchinari dovranno essere adattati o sostituiti per permettere la produzione di diverse forme di imballaggi, sia che si tratti di usare combinazioni di materiali più semplici per rendere l'imballaggio più facilmente riciclabile, sia che si tratti, per esempio, di cambiare completamente il tipo di materiale utilizzato.

Le aziende seguono la domanda di mercato e uno degli imperativi principali è l’efficienza dei costi. L’efficienza dei costi spesso si traduce in efficienza delle risorse. Alcune aziende sono naturalmente posizionate per beneficiare dei requisiti legali dell’imminente economia circolare europea, ma altre ad alto rendimento dovranno adattarsi. Con un approccio e una tempistica corretti - trarranno tutti vantaggio, i consumatori, l’economia e l’ambiente.

PIÙ RACCOLTA DIFFERENZIATA = PIÙ RICICLAGGIO = MAGGIORE EFFICIENZA DELLE RISORSE
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